Per evitare che terza età faccia rima con sedentarietà

L’avanzare degli anni è inevitabile, ma possiamo far sì che la vecchiaia si faccia sentire più tardi del previsto. Basta mantenere sempre attive la sfera fisica e quella sociale. Ma soprattutto, tenersi un po’ più lontani dalla tv

Il tempo passa per tutti, e ciascuno agisce e reagisce a modo proprio. C’è chi ne soffre isolandosi, chi si adegua con naturalezza e tranquillità, chi non ci fa proprio caso e lo vive con naturalezza. A prescindere dalla reazione, lo scorrere della vita è il naturale processo della nostra esistenza e il raggiungimento della “terza età” porta con sé ovvi cambiamenti.

mal di schiena colpo della strega
Chi più, chi meno, si sperimenta una progressiva perdita di energia, fisica e psicologica. Nel corpo vi è una diminuzione della massa muscolare, un indebolimento delle ossa, una ridotta efficienza cardiovascolare e respiratoria, un calo della vista e dell’udito. A questo si aggiungono i dolori cronici, primo fra tutti il mal di schiena (ne soffre circa l’80% della popolazione).
Tali problematiche fisiologiche comportano delle conseguenze psicologiche, tra cui scarsa autostima, demotivazione, disinteresse, apatia e pigrizia. Volendo utilizzare un unico termine, la vecchiaia molto spesso è sinonimo di “sedentarietà”.

Per fortuna, una sempre crescente percentuale della popolazione anziana a seguito del pensionamento ha una vita ancora dinamica e attiva; si esce per delle passeggiate, per riunirsi nei circoli, per giocare a carte o a bocce. Ed ancora, non sono pochi i nonni che hanno una vita attiva perché si occupano a tempo pieno dei nipoti. Tutto questo è positivo, non solo perché fa sì che la vita sociale resti attiva anche in tarda età, ma anche al fine di scongiurare l’isolamento e la depressione.

Sebbene il trend sia positivo, purtroppo ancora oggi la maggior parte degli anziani trascorre gran parte del proprio tempo tra le quattro mura domestiche. Ciò è sicuramente rapportabile alla solitudine, brutta piaga con la quale molto spesso si trovano a fare i conti le persone anziane, specie nelle grandi città. Infatti non è da tralasciare che la vecchiaia, e la conseguente scarsa efficienza e apatia, porta con sé una diminuzione delle relazioni sociali e una noia difficile da contrastare. È proprio per questo motivo che l’anziano, per passare il suo tempo senza affaticarsi troppo, trascorre le sue giornate al telefono, leggendo libri o giornali ma soprattutto guardando la tv.
sedentario televisione tv

Quest’ultima è certamente la “compagnia” più a portata di mano. Premi il pulsante di un telecomando e vedi subito persone, senti voci e “partecipi” a dialoghi e storie coinvolgenti. Non è semplicemente intrattenimento ma una rassicurazione e un potente rimedio contro la solitudine, tant’è che entrando a casa dei nonni la trovi quasi sempre accesa. Non vogliamo demonizzare la tv, né negare la sua importantissima funzione di tenerci aggiornati su notizie di cronaca, politica, economia e attualità, però è altrettanto evidente che il rischio di svilupparne una vera e propria dipendenza è altissimo, con ovvie conseguenze sul fronte dell’inattività fisica. Infatti, l’appagamento derivante da questa forma di intrattenimento passivo riduce sensibilmente la voglia di fare movimento e di uscire di casa.

Il potere della televisione è tale per cui anche quando è spenta, i pensionati spesso continuano tra loro a parlare di ciò che hanno visto.

Ecco che impegnarsi quotidianamente a svolgere un’idonea attività motoria diventa il miglior rimedio contro cattive abitudini e stile di vita sedentario. Negli ultimi anni attività sportive e ginnastica per la salute rivolti agli anziani hanno subìto una grande evoluzione. In alcune città sono persino nate palestre dedicate esclusivamente agli over 60.

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Ormai tutti i centri sportivi propongono corsi di Ginnastica posturale, Back School (ginnastica per la schiena) ma anche di acquafitness, che grazie alla ridotta gravità permette di fare esercizi senza gravare sulla colonna. Si sente sempre più spesso parlare di come l’attività fisica riduca il rischio di malattie cardiovascolari e non solo. E per fortuna sono sempre di più i medici che la prescrivono ai propri pazienti, specie in presenza di dolori muscolo-scheletrici.
Le ricerche continuano a sostenere il valore dell’attività motoria in età senile, anche e soprattutto per il suo ruolo di prevenzione, anche nei confronti di malattie degenerative importanti, quali la demenza senile o l’Alzheimer.

La tv è senza dubbio una compagnia e un passatempo, ma va limitata a brevi momenti della nostra aggiornata. Abusarne può senza dubbio aumentare la noia anziché diminuirla perché stando solo a guardare, stiamo vivendo le vite di altri e non la nostra.

Frequentare una palestra non vuol dire soltanto migliorare la propria condizione fisica: vuol dire uscire dalla monotonia e dalla solitudine delle quattro mura domestiche, assicurarsi una vita sociale, avere una migliore qualità di vita, prevenire cadute e incidenti domestici. Andare a fare una passeggiata ogni tanto può essere utile ma non abbastanza per garantirsi uno stile di vita sano. Nella terza età, la giusta motivazione la si trova in gruppo, con il sostegno non solo di un istruttore ma anche e soprattutto di compagni con cui condividere un percorso di salute e divertimento.

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