Attività fisica e demenza senile

Molti ricercatori hanno dimostrato che l’attività motoria combatte l’Alzheimer e la demenza senile.

Oggi in tutto il mondo circa 47 milioni di persone soffrono di demenza, di cui circa il 50-60% soffre di Alzheimer. Sono dati relativi al Rapporto mondiale Alzheimer redatto dall’Alzheimer’s Disease International (Adi), diffusi nel nostro Paese dalla Federazione Alzheimer Italia.

Numerosi gruppi di studiosi in vari paesi del mondo studiano da anni la relazione tra demenza senile e inattività fisica. In Germania, i ricercatori della German Sport University di Colonia stanno approfondendo questa relazione ed intendono dimostrare che l’attività fisica e il fitness sono una terapia efficace contro i primi segni di demenza senile.

I ricercatori tedeschi vogliono chiarire se il miglioramento della forma fisica può arrestare o rallentare la progressione della demenza incipiente.

Secondo loro, un potenziale fattore di rischio per la demenza è la mancanza di attività fisica.

La loro ricerca è stata effettuata su un campione di 121 persone con compromissione cognitiva iniziale. A seconda della gravità dei problemi cognitivi, i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi diversi.

I soggetti sono stati dotati di dispositivi per monitorare la loro attività fisica e consentire così ai ricercatori di registrare i loro movimenti nella vita di tutti i giorni. Inoltre, i partecipanti allo studio sono stati sottoposti a un test con bicicletta ergometrica.

Il risultato più significativo che ha fornito la ricerca è che più abili erano i soggetti e più si muovevano nella vita di tutti i giorni, migliore era la loro performance cognitiva.

Al contrario, i soggetti meno attivi o inattivi presentavano maggiori carenze cognitive.

Al di là degli importanti risultati di questa ricerca, oggi vi sono abbastanza dati osservazionali da numerosi studi in tutto il mondo per poter affermare che nella malattia di Alzheimer lo stile di vita gioca un ruolo importantissimo.

Negli Stati Uniti è stato stabilito che il 20% circa delle demenze è attribuibile ad una vita sedentaria (Barnes et al, Lancet Neurology, 2011).

L’attività motoria in età adulta riduce il declino delle funzioni cognitive e previene o ritarda la comparsa della demenza in età avanzata.

In conclusione, la maggior parte delle ricerche sono concordi nell’affermare che l’attività motoria nella demenza:

  • migliora la salute fisica (attività aerobica, forza muscolare, flessibilità articolare)
  • Rallenta il declino funzionale
  • Rallenta il declino cognitivo
  • Riduce i disturbi psichiatrici e comportamentali (insonnia, depressione, irritabilità, irrequietezza).

 

Fonti: Ministero della Salute, AGES – Reykjavik, Chang et al, J Gerontol, 2010; Rovio et al, Lancet Neurology, 2005; Bronx Aging Study, Verghese et al, NEJM, 2003.